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Iniziare il 2026 nel segno di Pasolini: la prima presentazione del nuovo libro|

[IT] Mi piace pensare – e augurare, a me e a chi legge – che il 2026 possa essere un anno di novità. Non necessariamente slegate dalle cose che ci hanno riguardato in precedenza: sono particolarmente felice, per esempio, che il primo impegno del mio 2026 sia stato quello di continuare a parlare di Pasolini nella bella libreria Lovat di Trieste, a partire da un libro che ho amato molto scrivere e che mi ha accompagnato lungo l’intero 2025. Ma si tratta del primo evento organizzato in una nuova città, in cui non conosco molta gente, un nuovo spazio, quello di una libreria che frequento da poco più di un anno, un nuovo approccio alla scrittura e alla diffusione della cultura, avviato dal mio rientro in Italia con la partecipazione al festival KUM!, a Pesaro. Un nuovo pubblico e una nuova rete, allestita intorno ai rapporti costruiti nella scuola in cui lavoro da un anno e mezzo.

 

Pier Paolo Pasolini: La poesia dell’incontro è un libro divulgativo, non accademico, diverso dalle cose che ho scritto e pubblicato negli ultimi dieci anni. Esce per una collana perlopiù di filosofia intitolata Eredi, ideata e diretta da Massimo Recalcati, in cui hanno scritto pensatori di primo piano a proposito di autori di primo piano con lo scopo di provare ad aprirli a persone che di solito i libri di filosofia non li leggono. Ognuno di questi volumi costituisce una buona introduzione a questi autori, ma anche un modo per rivisitarli e attualizzarli, dunque fornirne letture nuove, spregiudicate, mettere in gioco quello che finora si è saputo di questi autori, provare a capire cosa possano dirci oggi, interrogando attraverso il loro pensiero questioni attuali. Quando sono stato invitato a scriverne uno, ne ho letti alcuni: quello di Rocco Ronchi dedicato a Gilles Deleuze, di Federico Leoni su Henry Bergson, quello di Pier Aldo Rovatti su Michel Foucault e di Mario Colucci e Pierangelo di Vittorio su Franco Basaglia, per rimanere in contesto triestino, nonché ovviamente quello di Massimo Recalcati su Jacques Lacan.


Questo libro è stato la mia scommessa, parallelamente a Voices of a Multiple Italy | Voci di una Molteplice Italia: l’ho scritto in modo che si leggesse facilmente e che tutti potessero avere accesso all’argomento, ma senza semplificarne i contenuti, in modo che quindi tutti potessero addentrarsi nella densità dei concetti che riguardano il pensiero aggrovigliato di Pasolini senza spaventarsi, e appunto, accedere all’autore attraverso la complessità della sua opera e del suo ragionamento, senza cercare di addomesticarlo, senza fornire risposte rassicuranti, ma guidando il lettore un passetto alla volta. Il mio obiettivo è quello di invitare le persone a leggere, propriamente, Pasolini, una cosa che si fa poco, come si dice troppo spesso, fornendo anche dei punti di partenza. Il senso di questa collana è quello di descrivere l’eredità simbolica che l’autore ha siglato con l’autore di cui scrive, dunque si è trattato, per me, di una straordinaria occasione per poter affrontare aspetti che per vari motivi è diventato difficile discutere in ambito accademico, nonché di poter raccontare Pasolini da un punto di vista specifico, che è quello dell’autore che scrive.

 

Questa mia seconda monografia su Pasolini è molto diversa dalla prima, perché costituisce una prospettiva più distante sull’autore, rispetto al primo lavoro, che ha descritto un aspetto più specifico che ho affrontato nei miei studi dottorali. Quindi, se vogliamo considerare il linguaggio cinematografico, immaginatevi un allargamento di campo, dal particolare alla prospettiva di un campo lungo. Ringrazio Feltrinelli per avermi fornito questa totale libertà di espressione e mi ha concesso la possibilità di esplorare Pasolini in modi che non avevo potuto negli oltre vent’anni a cui mi sono dedicato a questo autore, a partire dalla mia tesi di laurea discussa a Napoli, alla Federico II, ringrazio ancora una volta Massimo Recalcati, per avermi concesso questo grandissimo privilegio, nonché la libreria Lovat che si è resa disponibile a ospitare la presentazione di questo lavoro. Ma ringrazio anche il pubblico triestino che è intervenuto, dimostrando curiosità per questo libro, che a conti fatti, non può che presentarsi come l’ennesimo libro su Pasolini, a seguito della grande quantità di pubblicazioni dedicate all’autore, a livello anche internazionale, tra il 2022 che ha celebrato il centenario della nascita e il 2025 che ha commemorato il cinquant’anni dalla morte, e che pure, in una fredda e piovosa serata di gennaio, è venuto a sentirmi presentarlo. Sono stato contento di poter descrivere in cosa questo libro si distingue dagli altri, e di constatare che molte persone hanno apprezzato il mio tentativo di rendere accessibile l’autore senza sminuirlo, senza addomesticarlo né immobilizzarlo in letture troppo rigide e vincolanti, interrogando non solo Pasolini e quello che ha scritto, ma anche quello che è stato scritto su Pasolini in oltre cinquant’anni.

 

Ringrazio inoltre Fabiana Castellarin, la mia strepitosa collega in ambito professionale ma soprattutto nel contesto degli studi pasoliniani, che ha accettato di parlare di questo libro con me. Ci conosciamo da poco più di un anno ma il nostro incontro tra i corridoi della scuola in cui insegniamo, l’Istituto Da Vinci Carli Sandrinelli a San Giacomo, è stato davvero cruciale, e non solo perché, essendo nata e cresciuta a Casarsa della Delizia, Fabiana rappresenta nella persona il mondo immaginario di questo autore che ha molto affascinato entrambi. Il confronto con Fabiana mi ha ricordato l’importanza di cercare nuove alleanze che producono nuove energie e sinergie, nuove direzioni in cui arricchire il mio profilo di ricercatore, oltre che di educatore. Ho anche capito che, anche forse un po’ inconsciamente, tra le motivazioni dietro la scelta di spostarmi qui a Trieste, dove vivo da un annetto e mezzo, c’è la prossimità del Friuli. Anche se sento di poter dare ragione a Pasolini, sostenendo che gli incontri più interessanti sono quelli con i ragazzi che ci troviamo di fronte, sempre capaci di fornire spunti insospettabili e sorprese. Insomma, i motivi per cui questo libro ha la dicitura “la poesia dell’incontro” nel sottotitolo rimanda in primo luogo alla meraviglia degli incontri che possiamo fare quando decidiamo di interagire con le persone che ci circondano, al di là delle proprie reti e delle frequentazioni digitali: una partica che nella nostra realtà si sta un po’ perdendo, e che Pasolini ci invita a ritrovare.


A marzo, con i prossimi appuntamenti!



[EN] I like to think—and hope—that 2026 will be a year of new beginnings, for myself and my readers. It won't be entirely unrelated to the things that have affected us previously. For example, I am particularly happy that my first commitment in 2026 is to continue discussing Pasolini at the beautiful Lovat bookstore in Trieste. I have started with a book that I loved writing and that accompanied me throughout 2025. However, this is the first event organized in a new city where I don't know many people. It is a new space: a bookstore that I have frequented for just over a year. It is a new approach to writing and disseminating culture initiated by my return to Italy and my participation in the KUM! festival in Pesaro. I interacted with a new audience and a new network built around the relationships I have established at the school where I have worked for about a year and a half.


Pier Paolo Pasolini: La poesia dell'incontro (trans: Pier Paolo Pasolini: The Poetry of Encounter) is an informative, non-academic book, which differs from what I have written and published in the last ten years. It is part of a book series entitled Eredi, mainly on philosophy, conceived and edited by Massimo Recalcati. Leading thinkers have written about leading authors in this series, with the aim of opening them up to people who don't usually read philosophy books. Each volume is an excellent introduction to its author. They are also a way to revisit and update these authors, providing new, unbiased readings and bringing into play what has been known about them so far. They try to understand what these authors can tell us today by questioning current issues through their thinking. When I was invited to write one, I read a few: Rocco Ronchi's on Gilles Deleuze, Federico Leoni's on Henri Bergson, Pier Aldo Rovatti's on Michel Foucault, and Mario Colucci and Pierangelo Di Vittorio's on Franco Basaglia — to stay in the Trieste context — as well as Massimo Recalcati's on Jacques Lacan, of course.


This book was my gamble, alongside Voices of a Multiple Italy | Voci di una Molteplice Italia. I wrote it so that it would be accessible to everyone without oversimplifying the subject matter. I wanted readers to be able to delve into the density of Pasolini's complex thinking without being overwhelmed. My goal is to guide readers through the author's work and reasoning without trying to tame him or provide reassuring answers, to encourage people to properly read Pasolini, which is rarely done, as is often said, while providing a few pointers. This series aims to describe the symbolic legacy that each author leaves behind. For me, it was an extraordinary opportunity to address topics that have become difficult to discuss in academia for various reasons, as well as to talk about Pasolini from my own perspective.


My second monograph on Pasolini is very different from the first because it takes a more distant perspective on the author, compared to my first work, which addressed a more specific aspect of my doctoral studies. If we consider cinematic language, imagine the field widening from a close-up to a long shot. I would like to thank Feltrinelli for granting me complete freedom of expression and enabling me to explore Pasolini in ways I hadn't been able to in the twenty-plus years I've devoted to this author, beginning with my thesis at Federico II University in Naples. I would also like to thank Massimo Recalcati for this great privilege and the Lovat bookstore for hosting the presentation of my work. And of course, discussing the book with the audience in Trieste has given me an unvaluable feedback. They showed curiosity about what could only be presented as yet another book on Pasolini, following the large number of publications dedicated to the author between 2022, the centenary of his birth, and 2025, the fiftieth anniversary of his death. Yet, on a cold and rainy January evening, I was pleased to describe how this book differs from others and to see that many appreciated my attempt to make the author accessible without diminishing, domesticating, or immobilizing him with overly rigid and restrictive readings. I questioned not only Pasolini and his writing but also what has been written about him in the last fifty years.


I would also like to thank Fabiana Castellarin, my amazing colleague in the professional sphere, especially in Pasolini studies. She agreed to discuss this book with me. Although we have only known each other for a little over a year, our meeting in the corridors of the Da Vinci Carli Sandrinelli Institute in San Giacomo was truly crucial. Fabiana was born and raised in Casarsa della Delizia, then embodies the imaginary world of Pasolini, an author who has fascinated us both, but our partneship is built on a way deeper connection. Conversing with Fabiana reminded me of the importance of forming new alliances that generate new energy, synergies, and directions to enrich my profile as a researcher and educator. I also realized that one of the reasons I moved to Trieste, where I have lived for a year and a half, is its proximity to Friuli, perhaps somewhat unconsciously. I agree with Pasolini that the most interesting encounters are with young people, who always provide unexpected insights and surprises. In short, the subtitle "The Poetry of Encounter" refers primarily to the wonder of encounters we can have when we interact with people beyond our networks and digital acquaintances—a practice somewhat lost in our reality, which Pasolini invites us to rediscover.


See you in March for more upcoming events related to Pasolini!

 
 
 

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