John Fante
Born in Boulder, Colorado, after a long process of discovery John Fante (1909-1983) is now recognized as one of the most iconic Los Angeles writers and most prominent Italian American authors. For most of his life, he worked as a screenwriter and considered his writing career a failure after his early success in the late 1930s. Above all, Ask the Dust (1939) has become a classic of Californian literature, after having disappeared from the American bookshops for fourty years, thanks to the interest of fellow writer Charles Bukowski. The novel's success in Italy has significantly broadened the interest in literature produced by Italian emigrants, as well as topics related to ethnic writing in general. Through a series of autobiographical novels revolving around his literary alter egos, Arturo Bandini and Nick Molise, Fante recounted his experience growing up in an Italian family in the United States. In a provocative manner, his works revealed the contradictions of the second-generation American experience, which is characterized by the conflict between the desire to assimilate and succeed in the United States and the desire to maintain a specific cultural heritage. His work was particularly influenced by a number of Italian writers, especially those with a transnational experience. In many ways, they have reinterpreted his work, resulting in songs and forms of popular culture inspired by his fiction. As the selected passages show, Fante had a special commitment to Italian culture and emphasized his Italian identity despite his inability to write properly in Italian. Ultimately, Fante’s novels resonate more with Italian readers than American ones because they truthfully depict Italian families and a boy who identifies as Italian abroad. Overall, Fante's work resonates with Southern Italian boys and girls who, from an early age, are raised as diasporic Italians, knowing they will one day become restless Arturo Bandinis in unknown cities.
Nato a Boulder, in Colorado, dopo un lungo processo di scoperta John Fante (1909-1983) è oggi riconosciuto come uno degli scrittori più iconici di Los Angeles e dei maggiori autori italoamericani. Per gran parte della sua vita ha lavorato come sceneggiatore e ha considerato la sua carriera di scrittore un fallimento dopo il successo iniziale alla fine degli anni '30. Tra tutti i suoi lavori, Ask the Dust (1939) è diventato un classico della letteratura californiana, dopo essere scomparso dalle librerie americane per quarant'anni, grazie all'interesse dell'amico scrittore Charles Bukowski. Il successo del romanzo in Italia ha notevolmente amplificato l'interesse per la letteratura prodotta dagli emigranti italiani, così come per i temi legati alla scrittura etnica in generale. Attraverso una serie di romanzi autobiografici incentrati sui suoi alter ego letterari, Arturo Bandini e Nick Molise, Fante ha raccontato cosa significa crescere in una famiglia italiana negli Stati Uniti. Spesso in modo provocatorio, le sue opere hanno rivelato le contraddizioni dell'esperienza americana di seconda generazione, caratterizzata dal conflitto tra il desiderio di assimilarsi e avere successo negli Stati Uniti e il desiderio di fare propria un'eredità culturale specifica. Il suo lavoro ha particolarmente influenzato una serie di scrittori italiani, soprattutto quelli caratterizzati dall'esperienza transnazionale, che hanno reinterpretato in modi diversi la sua narrativa, che ha ispirato anche canzoni e forme di cultura popolare. Come dimostra il brano selezionato, Fante aveva particolarmente a cuore la cultura italiana e sottolineava il suo attaccamento all'identità italiana, a dispetto della sua incapacità di scrivere correttamente in italiano. In definitiva, i romanzi di Fante sembrano avere un impatto maggiore sui lettori italiani che in quelli americani, perché descrivono in modo genuino le famiglie italiane all'estero e i disagi di un ragazzo che si identifica come italiano in america. Nel complesso, l'opera di Fante risuona in modo più sentito nei ragazzi e nelle ragazze del Sud Italia che, fin dalla tenera età, sono educati come italiani della diaspora, sapendo che un giorno diventeranno irrequieti Arturo Bandini in città sconosciute.
Martino Marazzi included and translated this letter when he edited one of the most prestigious collections of Italian diaspora literature: I misteri di Little Italy, later published in English as Voices of Italian America. The letter is a short, yet crucial document: it witnesses the moment when a young American writer of Italian heritage received an invitation to the Casa Italiana in New York City from Giuseppe Prezzolini. Prezzolini was one of the most prominent Italian intellectuals and literary critics of the century, who relocated to the US while fascist Italy was at war with the United States. Through this letter, Fante and him formed a new alliance based on Italian literature produced abroad. Dating to 1940, the letter certifies that Fante was considered one of the major talents in American literature and a prominent voice in the Italian community. Furthermore, in the letter, Fante acknowledges his lack of expertise in the Italian language. According to Marazzi, the letter identifies a shift in the reconfiguration of the Italian American community, in which the Italian language began to disappear and assimilate into English. While identyfing fascinating phenomena of hybridization, this aspect has also highlighted the possibility of creating cultural texts affiliated with Italian culture that are not based on the Italian language. From Marazzi's viewpoint, this was an arrival point, because his work aimed to gather voices speaking and writing Italian in the US. Conversely, for my work this is a starting point: the shift that Marazzi highlights is the same one from which my bilingual reading of Italian literature and culture begins. Hence, I have followed in Marazzi’s footsteps, expanding on the trajectories he explored in his work as a critic and in his intellectual engagement, which made him one of the most prominent critics of literature addressing Italian emigration and immigration to Italy. Though it may seem like betrayal, isn’t betraying our masters the best way to revive their lessons?Marazzi's anthology is an important milestone for my work, and I draw deep inspiration from it. By translating the texts into Italian, Marazzi created a bilingual context for disseminating works belonging to both the Italian and American literary traditions. His work highlights the importance of translation in accessing this shared cultural heritage, including those in the Italian population who, like Fante, did not master the Italian language. Translation bridges two sections of the same culture that are separated by linguistic barriers. Ideally, translation is the tool that can reconnect the Italian diaspora and the Italian community scattered across continents and languages.
Martino Marazzi ha incluso e tradotto questa lettera nell'antologia che ha curato, una delle più prestigiose raccolte di letteratura della diaspora italiana: I misteri di Little Italy, successivamente pubblicata in inglese con il titolo Voices of Italian America. La lettera è un documento breve ma fondamentale: testimonia il momento in cui un giovane scrittore americano di origini italiane riceve un invito alla Casa Italiana di New York da Giuseppe Prezzolini. Prezzolini era uno dei più importanti intellettuali e critici letterari italiani del secolo, trasferitosi negli Stati Uniti mentre l'Italia fascista era in guerra con gli Stati Uniti. Fante e Prezzolini hanno stretto attraverso questa lettera una nuova alleanza basata sulla letteratura italiana prodotta all'estero. Risalente al 1940, la lettera attesta che Fante era considerato uno dei maggiori talenti della letteratura americana e una voce di spicco nella comunità italiana. Uno degli aspetti più interessanti della lettera è il riconoscimento di Fante della sua scarsa padronanza della lingua italiana. Secondo Marazzi, la lettera identifica un cambiamento nella riconfigurazione della comunità italoamericana, in cui la lingua italiana comincia a sparire e ad assimilarsi all'inglese. Oltre a identificare affascinanti fenomeni di ibridazione, questo aspetto ha anche evidenziato la possibilità di creare testi culturali affiliati alla cultura italiana che non siano basati sulla lingua italiana. Dal punto di vista di Marazzi, questo è stato un punto di arrivo, perché il suo lavoro mirava a raccogliere le voci che parlavano e scrivevano in italiano negli Stati Uniti. Al contrario, per il mio lavoro questo è un punto di partenza: il cambiamento che Marazzi evidenzia è lo stesso da cui parte la mia lettura bilingue della letteratura e della cultura italiana. Ho quindi seguito le orme di Marazzi, ampliando le traiettorie che egli ha esplorato nel suo lavoro di critico e nel suo impegno intellettuale, che lo ha reso uno dei più importanti critici di letteratura che si occupano dell'emigrazione italiana e dell'immigrazione in Italia. Anche se può sembrare un tradimento, tradire i nostri maestri non è forse il modo migliore per far rivivere i loro insegnamenti?
L'antologia di Marazzi è una pietra miliare importante per il mio lavoro e ne ho tratto profonda ispirazione. Traducendo i testi in italiano, Marazzi ha creato un contesto bilingue per diffondere opere appartenenti sia alla tradizione letteraria italiana che a quella americana. Il suo lavoro sottolinea l'importanza della traduzione per accedere a questo patrimonio culturale condiviso, compreso quello della popolazione italiana che, come Fante, non padroneggiava la lingua italiana. La traduzione fa da ponte tra due sezioni della stessa cultura separate da barriere linguistiche. Idealmente, è uno strumento che può ricollegare la diaspora italiana e la comunità italiana sparsa tra continenti e lingue diverse.
The truth is, I can't write Italian
From Misteri di Little Italy: Storie e testi della letteratura italoamericana, ed. by Martino Marazzi (Franco Angeli, Milan, 2001)
English original
Courtesy of Archivio Prezzolini, Biblioteca Cantonale di Lugano
© Fante
February 18, 1940
Dear Mr. Prezzolini,
When I come to New York—but God knows the time—I shall be very pleased to visit you people at the Casa Italiana.
Thank you very much for the interest you express in my writings. Doubtless you shuddered at the spelling of those Italian words in my Wait Until Spring, Bandini. If you have had any experience with printers, you know how I must have felt. That was over two years ago, but I still clinch my fists and spit on the floor when I think about it.
The truth is, I can’t write Italian, except phonetically, but I had my proofsheets carefully checked and double-checked by an expert. It made no difference to that damned printer. When I found out about it the book was already for sale. I offer this explanation because Prof. Altrocci at California U. commented about it, and I assume you too were surprised.
Sincerely yours,
John Fante.
904 Manhattan Ave.,
Manhattan Beach, Calif.
Gentile signor Prezzolini,
quando verrò a New York – Dio solo sa quando – mi farà molto piacere fare una visita alla Casa Italiana e poterLa incontrare.
Grazie davvero per l’interesse dimostrato per i miei scritti. Certo vi saranno venuti i brividi a leggere tutti quegli errori nelle parole italiane del mio Wait Until Spring, Bandini. Se Lei ha dimestichezza con i tipografi, immaginerà come mi sono sentito. Sono ormai due anni, ma quando ci penso stringo ancora i pugni e sputo per terra.
La verità è che non so scrivere in italiano se non foneticamente, però ho fatto controllare e ricontrollare le bozze da un esperto. Tanto, con quel maledetto tipografo, non è cambiato niente. Quando me ne sono accorto il libro era già in vendita. Glielo dico perché il Prof. Altrocci dell’Univ. Della California l’ha notato, e presumo che anche Lei si sia sorpreso.
Un cordiale saluto,
John Fante
2904 Manhattan Ave.,
Manhattan Beach, Calif.
La verità è che non so scrivere in italiano
DaMisteri di Little Italy: Storie e testi della letteratura italoamericana, a cura di Martino Marazzi (Franco Angeli, Milano, 2001)
Traduzione dall'inglese di Martino Marazzi
©Fante